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Il Futuro della Sanità 25 giugno 2014 (3)

Ieri, 25 giugno, presso il Four Seasons Hotel di Milano si è tenuto l’undicesimo incontro de “Il Futuro della Sanità”, a cui abbiamo avuto il piacere di assistere anche noi di MediaHospital®.

Quest’ultima edizione, intitolata “Sharing Research & Crossing Development”, è stata dedicata alla ricerca, tema sviluppato in un’ottica di condivisione e multidisciplinarietà anche riguardo le fasi di sviluppo e di applicazione dei risultati.

L’evento, organizzato da Ab Medica, è stato introdotto dal Presidente della stessa, Aldo Cerruti, e moderato dal giornalista scientifico Maurizio Melis.

Il Futuro della Sanità 25 giugno 2014 (4)

Di grande prestigio i relatori della serata, ossia Sean Hill, neuroscienziato co-direttore del  grande progetto di ricerca europeo “Human Brain Project”, diretto a realizzare una simulazione completa di tutte le attività del cervello umano, il cui intervento dal titolo “The Human Brain Project: building the brain from Big Data” ha messo in luce come il superamento dei confini territoriali e disciplinari rappresenti per la ricerca l’approccio vincente; il neurochirurgo di fama mondiale Babak Kateb, fondatore dell’americana “Society for Brain Mapping and Therapeutics”, nata nel 2004 con il preciso obiettivo di promuovere l’interdisciplinarietà nella ricerca e l’abbattimento delle barriere che impediscono l’applicazione delle nuove tecnologie in medicina, al fine di migliorare la diagnosi, le cure e la riabilitazione di pazienti con malattie neurologiche; il pilota ed ex comandante delle Frecce Tricolori, insignito dell’onorificenza di Cavaliere all’Ordine della Repubblica Italiana, Gianluigi Zanovello, il quale con il suo intervento “Risk Management: in sala operatoria come a bordo di un jet” ha spiegato come gli strumenti utilizzati per la gestione del rischio nell’aviazione possano essere declinati in ambito sanitario contribuendo a ridurre le possibilità di errore umano e incrementando di conseguenza la sicurezza del paziente; l’Head of Innovation di Vidiemme Consulting, realtà di riferimento italiana nell’ambito dello sviluppo di soluzioni legate al mondo dell’IT, Giulio Caperdoni, la cui relazione “Google Glass: touching the future with a touchless technology” ha evidenziato le potenzialità di questo innovativo device emerse da alcuni recenti progetti di sperimentazione in ambito medicale; il dott. Franco Molteni, Direttore del Centro di Medicina Riabilitativa Villa Beretta, da sempre in prima linea nella promozione della ricerca e nell’applicazione della tecnologia in ambito sanitario, con particolare riguardo alla neuroriabilitazione.

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E proprio l’intervento di quest’ultimo, dal titolo evocativo “Serious Game for Serious Problem”, è stato scelto da noi di MediaHospital® per trasmettere lo spirito dell’iniziativa e della serata:

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“Complesso è il sistema nervoso, dinamico ed adattativo. Così per uscire dalle strette di una lesione del cervello bisogna fare sul serio. Ecco allora entrare in campo i serious games.

Cyberspazio e tecnologie svariate propongono una realtà virtuale, che e’ uno dei molteplici ordini di realtà, per dare modo alle persone di muoversi in ambienti che danno luogo ad esperienze di senso speciali, per ridare abilità e competenze da applicare al mondo reale.

Ingegneri, artisti ed esperti di neuroscienze lavorano insieme per creare e accedere a mondi mono-bi-tridimensionali, con oggetti, interfacce e sensori in cui cognitività e movimento del corpo si intrecciano e interagiscono. In questo gioco, serio, di realtà aumentata ed arricchita si estendono le funzioni dell’individuo. Si cerca di ridare senso alla plasticità della riorganizzazione dei circuiti dentro la scatola cranica per riabilitare una capacità di relazione, se possibile utile o quantomeno soddisfacente, fra testa-tronco-braccia-mani-gambe-piedi e il mondo di oggetti e persone che ci circonda.

E virtuale assume il significato di forza di coinvolgimento emozionale e motivazionale. Forza positiva generata dall’intangibilità di queste relazioni, in cui la tecnologia si presta ad emulare piuttosto che limitarsi a simulare il comportamento cerebrale.

Il Futuro della Sanità 25 giugno 2014 (1)

Mental imagery, neuroni a specchio, coordinazione, pianificazione del movimento, attenzione, attenzione divisa, touch screen, interfacce aptiche, motion capture, wearable sensors, EEG,wireless emg, brain computer interface, facial expression detection, dual task, feed back,reward, il gesto, l’intenzione del gesto, la precisione e l’emozione del movimento: tutto insieme o spacchettato, ma comunque sempre connesso – interconnesso.

Alta tecnologia e basso costo, collegati per generare un servizio che consenta fruibilità diffusa e continuità di cura, con specificità del training, adattabilità alle capacità ed ai bisogni individuali e monitoraggio e misure dell’evoluzione funzionale.

Tutto questo è: sense-able neurorehabilitation 3.0.

Non è un sogno, è una realtà: virtuale, intangibile. E guai a chi la tocca, perché è un futuro insostituibile per chi voglia farsi gioco seriamente degli accidenti che la natura riserva al nostro cervello”.

(Ringraziamo il dott. Molteni per aver gentilmente concesso la pubblicazione del suo intervento, e Ab Medica S.p.A. per la cortese concessione del materiale, fotografico e non, della serata)