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Fabrizio Basso

Dopo che Massimo Memmola e Alessandra Tzannis ci hanno presentato MediaHospital sotto il profilo rispettivamente della storia  e dell’azienda, Fabrizio Basso, membro del CDA di MediaHospital e responsabile della sezione IT Research & Development, ci illustra la piattaforma tecnologica.

Quando si dice che MediaHospital è una piattaforma multimediale per la teleriabilitazione cosa s’intende di preciso?
Sfruttando le opportunità messe a disposizione dai nuovi strumenti tecnologici MediaHospital si propone di dare un supporto prezioso sia ai professionisti che si occupano di riabilitazione respiratoria, motoria e neuro-cognitiva, sia e soprattutto ai pazienti che ne hanno bisogno: l’interfaccia touchscreen offre un’interazione intuitiva e naturale, che ne consente l’uso anche da parte di quei pazienti che non hanno familiarità con la tecnologia o particolarmente fragili;  l’utilizzo di “Serious Games” e contenuti educativi fruibili come testi, audio e video approcciano l’utenza da un nuovo e stimolante angolo.
Tutto ciò sia nell’ambito della struttura sanitaria sia direttamente al domicilio: l’evoluzione tecnologica attuale, infatti, ci permette di fornire strumenti come il monitoraggio remoto attivo, grazie al quale il paziente viene continuamente seguito direttamente nel comfort di casa propria dal team curante, che ne controlla la terapia e la modula in base ai progressi ottenuti.

In concreto, dunque, cosa è in grado di offrire MediaHospital a pazienti, strutture e personale sanitario?
Il paziente può avere a disposizione un percorso riabilitativo appositamente pensato per le sue esigenze cliniche, continuo ed efficace, che lo spinge ad assumere un ruolo attivo, si estende al domicilio e si cala nel suo quotidiano, laddove la terapia è più necessaria e più determinante, mantenendo il contatto con la struttura oppure con il suo medico curante.
Di sicuro il grande vantaggio di MediaHospital per un professionista sanitario è rappresentato dal sistema di gestione dei pazienti il quale, grazie alla Clinical Intelligence, ossia il modulo per la consultazione dei dati raccolti ed analisi delle performance, permette una gestione della terapia veloce ed efficiente con il supporto di strumenti quali indicatori sintetici, analisi evolutive e sistemi di warning automatizzati o automatici.
Per quanto riguarda, infine, le strutture sanitarie, grazie alla gestione centralizzata da remoto MediaHospital permette di estendere la presenza della struttura sul territorio, ottimizzando le risorse umane ed economiche e fornendo un link costante e garantito coi pazienti.
Come si inserisce in questo quadro la Realtà Virtuale?
Nella continua ricerca di nuovi e più efficaci strumenti per raggiungere e coinvolgere il paziente offrendogli una terapia sempre più evoluta la Realtà Virtuale rappresenta la prossima frontiera.
Non solo numerosi progetti si sono già mossi in questa direzione, ma gli strumenti presenti attualmente nel panorama tecnologico fanno presagire un accesso economico e sempre più capillare alla tecnologia.
E’ proprio guardando al futuro che MediaHospital ha deciso di sposare l’avventura della Realtà Virtuale con Oculus Rift, Microsoft Kinect e Virtuix Omni.
Oculus Rift è sostanzialmente uno schermo montato in una maschera simile a quella da scii, che tramite lenti a distorsione e giroscopi può effettivamente immergere l’utilizzatore in un mondo virtuale; grazie ad una telecamera ad infrarossi e a sensori, Kinect offre la piena libertà del corpo nella Realtà Virtuale; Virtuix Omni è una piattaforma che consente il movimento naturale, come il passo, il salto e la corsa all’interno della Realtà Virtuale.
L’applicazione di questa tecnologia nel campo della riabilitazione apre ovviamente la strada ad innumerevoli possibilità, specie considerando che il tracciamento offerto da Kinect ci permette di interagire con questo mondo virtuale, monitorando nel frattempo le azioni del paziente.
Da qui nasce la piattaforma di Realtà Virtuale di MediaHospital fondata su Oculus Rift DK1 e Microsoft Kinect v1.
Questa versione è attualmente in sperimentazione presso una struttura sanitaria, ma nel nostro reparto di R&D la Kinect v2 ha già fatto il suo ingresso, portando un grande miglioramento alle capacita di tracciamento e aprendo un altro ventaglio di opportunità.
Siamo in attesa di Oculus Rift DK2, che porterà il già acclamato HMD (Head Mounted Display) ad un nuovo livello grazie ad un sistema di rilevamento della posizione integrato, display OLED FullHD a low persistance per eliminare gli effetti di saltellamento e sfocamento.
Come evolverà la piattaforma nel prossimo futuro?
MediaHospital continua a muoversi su un doppio binario, esplorando le frontiere della Realtà Virtuale, ma puntando anche sull’interfaccia touchscreen, la quale ha ancora molto da offrire.
Grazie al know-how acquisito negli ultimi 2 anni Mediahospital è pronta a rilasciare la versione 2.0 del suo software e nel farlo ha deciso non solo di ristrutturare la sua architettura software e far evolvere l’interfaccia verso le attuali esigenze dell’utenza, ma anche di aggredire il mercato delle piattaforme mobile con Android e in un secondo momento iOS.
Insomma, siamo convinti che la teleriabilitazione sia alla portata del Sistema Sanitario Nazionale, del paziente e del professionista sanitario e continueremo ad insistere sulle tecnologie emergenti alla ricerca di nuovi strumenti che possano sempre meglio supportare il percorso riabilitativo.

 

 

 

 

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