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Occhiali 3D

Quello che solo pochi anni fa sembrava fantascienza oggi è realtà o quasi: l’applicazione della tecnologia al mondo della sanità non smette di sorprendere e di sfornare idee interessanti che ben presto potrebbero trasformarsi in innovative applicazioni al servizio di pazienti e operatori sanitari.

 

Una startup californiana, Atheer Labs, ha messo a punto un modello di occhiali interattivi 3D che possano supportare il lavoro dei medici dentro e fuori la sala operatoria. Un intero sistema operativo Android, visuale a doppio schermo e un sistema di comando simile alla wii consentono al dottore di gestire radiografie, cartelle cliniche ed altre informazioni sul paziente semplicemente muovendo le mani, che restano libere e assolutamente sterili.

Per saperne di più basta cliccare su:

http://www.corriere.it/salute/14_novembre_26/occhiali-interattivi-3d-dottori-che-si-comandano-come-wii-a45ab444-758e-11e4-b534-c767e84e1e19.shtml

Progetto Trento

Ma anche in Italia ci sono progetti davvero interessanti, come quelli avviati a Trento grazie ai fondi dell’Unione Europea, incentrati sulla localizzazione di persone e di oggetti. Nel primo caso l’obiettivo è sviluppare un percorso clinico che consenta al paziente di non perdersi all’interno della struttura sanitaria e al personale sanitario di gestire meglio le code, visualizzando la lista delle persone attese in ambulatorio via via che arrivano sul posto. Nel secondo caso, tramite l’uso di microchip o lettore a barre, si procederà alla localizzazione di dispositivi medici, quali culle termiche, barelle e sedie a rotelle, per evitare che vadano persi.

Non solo: La Residenza sanitaria per anziani San Bartolomeo di Trento e l’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana hanno avviato una sperimentazione di geo-fencing, cioè di recinzioni informatiche virtuali, che hanno lo scopo di garantire la sicurezza di pazienti fragili,  come quelli colpiti da Alzheimer o da deficit cognitivo,  allertando il personale sanitario qualora sia rilevata una situazione anomala o di pericolo. Un tipo di tecnologia che si vorrebbe trasferire dall’ospedale all’interno delle mura domestiche, aiutando l’anziano a vivere in modo più autonomo e sicuro.

Tutti i dettagli al seguente link:

http://www.corriere.it/salute/14_novembre_24/ehalth-trento-geolocalizzazione-9b5ca3b8-73c5-11e4-a443-fc65482eed13.shtml

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